Nella Nebbia

Rivista mensile con uno sguardo trasversale sull’arte
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VIA IL TACCO SU LA SNEAKERS! – Ovvero cosa mettete per buttar giù la pancia? – di Veronica Gallo

Dove credete passi il mio tempo a pochi mesi dal tanto agognato parto? Ai giardinetti col pupo? Al consultorio con le neomamme? Sbagliato: in palestra! Read the rest of this entry »

UN PACIFISTA IN DIVISA – testo di Gabriele Martelozzo – foto di Michele Trecate

Santhià. «Ce l’ho, ce l’ho, mi manca, ce l’ho…». Una litania che evoca il ricordo di quando, ancora bambini, si scambiavano le figurine dei calciatori o di altri personaggi in voga. L’intento era completare l’album che di quelle icone adesive ospitava le finestrelle vuote, bianche, delimitate da una linea tratteggiata con al centro il numero di riferimento. Read the rest of this entry »

Come nasce la passione per la fotografia? – FULVIO BORRO, professione fotografo – di Marco Guerrieri

Sembrerà una sciocchezza, ma nasce per la forte passione che provavo per una donna, volevo corteggiarla, mi feci prestare la macchina fotografica da un mio amico e le chiesi di posare per me… Read the rest of this entry »

Il restauro di una leggenda: il Simplon Orient Express a Santhià foto e testi di Michele Trecate

Era il 1883, quando l’Orient Express della Compagnie Internationale des Wagon-Lits fece il suo viaggio d’inaugurazione. Partiva due volte alla settimana dalla stazione Gare de l’Est di Parigi, facendo tappa a Strasburgo, Monaco, Vienna, Budapest, Bucarest e Giurgiu, in Romania; a Giurgiu i passeggeri attraversavano il Danubio su di un traghetto e dalla Bulgaria prendevano un altro treno alla volta di Varna, sul Mar Nero. Nel 1889 la linea ferroviaria tra Parigi e Costantinopoli (Istanbul) fu completata: l’Orient Express partiva dalla Francia alle diciotto e venticinque e l’arrivo era previsto a Costantinopoli tre giorni dopo, alle quattro del pomeriggio. Negli anni Venti, iniziò le sue corse il Simplon Orient Express, seguendo un tragitto alternativo: prima di arrivare ad Istanbul, faceva tappa a Losanna, Milano, Venezia, Trieste e Belgrado. In quel periodo, vennero sostituite le vecchie carrozze in legno con nuovi vagoni letto in acciaio, dipinti all’esterno di un elegante blu, con decorazioni e scritte in ottone. Pochi anni dopo fu inaugurato l’Arlberg Orient Express, che passava da Zurigo ed Innsbruck per Budapest.

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