Nella Nebbia

Rivista mensile con uno sguardo trasversale sull’arte
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DOMENICHE A TEATRO – di Marco Cassisa

La stagione teatrale nel Biellese prosegue i suoi diversi calendari offrendo al pubblico del Sociale Villani e dell’Odeon di Biella, così come a quello del Comunale di Cossato o del cinema Verdi di Candelo, quest’ultimo impegnato in un cartellone tutto dedicato al teatro dialettale piemontese, numerosi appuntamenti con la musica lirica e sinfonica e la prosa d’autore, interpretata dai più noti artisti italiani, oltre ad alcune interessanti escursioni in territori affini. Read the rest of this entry »

CITTA’ INVISIBILI – testi e foto di Davide Vergnano

Nel febbraio scorso è andato in scena alle Officine CAOS di Torino Città Invisibili, spettacolo storico del Teatro Potlach di Fara Sabina, all’interno del programma della Libera Accademia d’Arte Dra(m)matica, per la stagione di eventi Arte Transitiva 2010 diretta da Stalker Teatro.
L’idea originaria delle Città nasce nel 1991, con l’intento di coinvolgere artisticamente in un progetto articolato e organico le associazioni e le realtà musicali, teatrali e artistiche del territorio, per legare le performance e i singoli spettacoli ai luoghi di rappresentazione. Cortili, giardini, cantine, angoli nascosti del borgo antico di Fara Sabina diventano lo spazio scenico dello spettacolo multi-evento, in cui gli angoli e gli scorci più nascosti diventano scenografia. Ogni gruppo rappresenta un’idea, una visione, la propria città interiore, invisibile ai più, che nell’insieme formano un arcipelago di isole viste dall’alto. Ogni racconto è una città nascosta che riemerge. Lo spettatore attraversando le varie città/finzione diventa archeologo della memoria e contribuisce a far riscoprire le mille storie nascoste di cui siamo popolati.

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The Sandman – di Francesco Canino

“A ventisei anni sono ancora qui a recitare la parte dell’attore girovago che insegue disperatamente il suo sogno di diventare qualcuno, un giorno, una persona famosa qualunque. Ma quanto potrà durare, mi chiedo, la commedia?”
(Andrea Demarchi, Sandrino e il canto celestiale di Roberto Plant, Mondadori)

Sono passati quasi vent’anni da quando lo scrittore chivassese Andrea Demarchi ha pubblicato Sandrino e il canto celestiale di Roberto Plant, riedito nel 2009 dalla casa editrice Cattedrale. I protagonisti del libro sono due giovani, Sandrino, appunto, e Giuseppe detto “il Gigante”, che un giorno s’inventano il “Collettivo teatrale Artaud” e realizzano il “teatro a domicilio”. Read the rest of this entry »

NOTTURNO INTIMO ROCK – di Roberta Invernizzi

frontespizio cop.

Notti di luna vuota: un po’ concerto, un po’ libro, un intenso spettacolo
Eccoli: li vedi con gli occhi dell’immaginazione e ti viene da spiarli. Enzo, Lele, Sir Richard Blu e The Bure. Quattro amici che parlano della notte, nella notte. Si tratta di: un editore innamorato dei libri speciali, un blogger e acu(mina)to autore di testi a trecentosessanta gradi, un batterista brizzolato e ben piantato e il suo compare, chitarrista smilzo e dall’aria un po’ malandrina. Il batterista e il chitarrista cantano anche, e solo roba loro, niente cover, così come Lele non porta a spasso pallosi reading e Vincenzo non pubblica facili best seller. Insomma, siamo fuori dal “già visto”. Salvi!
Strano gruppo… Mica gente di primo pelo: Vincenzo Lerro si è inventato la sua casa editrice, Lineadaria, circa 5 anni fa; Lele Ghisio è il papà del Libra Festival di Sordevolo, rassegna musicale (e non solo) estiva; i due Helene’s Mates suonano da dieci anni. E poi ci sono anche Luca Rimini, grafico, e Damiano Andreotti, fotografo international fashion&design. Eppure l’esperimento che hanno messo insieme è nuovo per tutti, loro inclusi. Luca, per l’occasione, si è tolto anche lo sfizio di fare l’illustratore, divertendosi non poco! Read the rest of this entry »

L’ERBA CHE VOGLIO – Un invito a teatro nell’elegante verde della Brianza – di Roberta Invernizzi

_DSC0016Dunque: calcolate un’ora e mezza-due, sia da Biella sia da Vercelli. Naturalmente dipende dall’agilità della vostra auto e dall’affidabilità del vostro navigatore satellitare (o surrogati cartacei/umani che siano), ma i tempi sono all’incirca questi per raggiungere Erba, perla di luce, giardini, colori e ordine incastonata vicino a Como.

Venerdì 3 luglio, h 21.30. Le voci di benvenuto sul palco del Teatro Licinium (che prende il nome dal console romano che fondò la colonia che diede origine a Erba) sono autorevoli: Comune, Regione, Assessorato alla Cultura, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, tutti interlocutori che sostengono questa suggestiva struttura all’aperto creata nel 1923 dalla volontà tenace dei fratelli Airoldi. Read the rest of this entry »

DIETRO IL SIPARIO, COMPLESSITA’ ANTICHE E MODERNE – di Roberta Invernizzi

Oracles_psdA Biella, la mostra “Teatri Possibili”
Ci vogliono un po’ di disponibilità di tempo e la disposizione ad usarlo per “mettersi in ascolto” di una mostra speciale, che parla di disagio sociale e di nodi contemporanei e di sempre, lavoro guerra fame immigrazione, espressi con voci e forme internazionali ed eterogenee, dall’Albania ai Paesi scandinavi, dall’Afghanistan agli States, dall’olio su tela alla videoarte.
Un attimo. Riavvolgiamo il nastro e torniamo davanti alla facciata perla e miele di Palazzo Ferrero, al Piazzo, il borgo che domina Biella e, giù, la pianura. Il manifesto è un lenzuolone davvero d’impatto, innanzitutto cromaticamente: nero, bianco e rosso sono il leit motiv dell’intero allestimento, insieme al movimento circolare e avvolgente delle forme. Il cortile fresco e luminoso, poi le scale, che profumano ancora di nuovo (la ristrutturazione si è appena conclusa).
Mi accoglie, come un possibile specchio, la struggente “Remembrance” dell’americano Bill Viola, filmato che mostra un volto dolente, androgino, che esprime al rallenty la sua inquietudine, il naso arrossato da un pianto che non esplode, la corta zazzera folta e grigia. L’occhio rimbalza all’alter ego d’altra epoca, cominciando a rodare, nella mia mente, il meccanismo di dialogo fra secoli che struttura i percorsi visivi proposti: ecco la densa e forse solo apparente fissità di un olio su tela, una Vergine addolorata settecentesca. Read the rest of this entry »

Claudia Koll: “non mi importa del giudizio degli altri”- di Francesco Canino


Metamorfosi di una star. Potrebbe essere questo il titolo di un’eventuale biografia di Claudia Koll. C’è chi guarda al cambiamento come ad una sfida senza traumi, ci si butta e lo si affronta senza la paura delle conseguenze. C’è chi invece lo vive con un senso di profonda destabilizzazione, convinto di aver perso tutte le certezze e spaventato da un percorso che appare (almeno inizialmente) ansiogeno. Per Claudia Koll il cambiamento è stato così netto e totalizzante da sembrare una vera e propria metamorfosi, una trasformazione totale, un cambio di pelle tanto profondo da farla diventare una persona nuova. Il suo non è solo un percorso di conversione, ma di viscerale avvicinamento a Dio, di innamoramento e di totale trasporto verso la religione e la fede. “Ho rimesso ordine nella mia vita” ripete spesso serafica, emanando una luce speciale dai suoi occhi, pieni di passione e voglia di comunicare chi è oggi la nuova Claudia Colacione in arte Koll.
Per questo da qualche anno gira l’Italia, riempiendo Chiese, teatri, biblioteche e oratori con un incontro-testimonianza nel quale racconta il suo percorso di conversione. Read the rest of this entry »

ROBERTO BOLLE, L’ETOILE D’ORE DELLE RISAIE

Si scrive Roberto Bolle ma si legge star. Sono passate 27 primavere da quando ha messo per la prima volta piede in una scuola di ballo (e di anni ne aveva appena sei) e da allora la passione per il ballo non solo non si è affievolita ma, al contrario, è cresciuta tanto quanto la sua popolarità. Roberto è di Trino Vercellese, classe 1975, non è solo uno degli Italiani più famosi al mondo ma è una vera e propria icona mondiale che il Bel Paese può vantare come stella di prima grandezza. Osannato dalla critica e stimato dagli addetti ai lavori, deve parte del suo successo al pubblico che è disposto a tutto pur di poterlo ammirare: adorato dalle signore che fanno la fila ai suoi spettacoli per poter ammirare il suo fisico scolpito e plasmato da anni di duro lavoro e di fatica in sala prove, quando in cartellone spicca il nome di Bolle il sold out è assicurato. Ma se è arrivato ad essere quello che è, cioè la più luminosa (e idolatrata) ballet star dei nostri tempi, lo deve soprattutto a se stesso e ai suoi genitori. Read the rest of this entry »

Metallo non Metallo – Intervista a Dario Buccino: compositore, performer, musicista

HN, ovvero Hic Et Nunc, ovvero Qui e Ora: la creazione più importante di Dario Buccino, romano quarantenne trapiantato a Milano, non è un’opera, ma un metodo. Un metodo di composizione musicale e performativa che fissa su carta modalità e intensità dell’esecuzione, ma lascia all’esperienza stessa un certo grado di libertà di incidere sul risultato finale. In esso il Qui E Ora diventa parte fondante (in quanto prevista, ma non del tutto prevedibile) dell’esecuzione. In un numero interamente dedicato al corpo è perfettamente opportuno tracciare il profilo di un artista che proprio a partire da esso ha costruito un metodo affascinante nella teoria e avvincente nella pratica.

Dario da bambino appoggiava la testa sul banco a scuola e si domandava “ma cosa sono ‘sti rumori? Mi sono trovato a immaginare una sorta di vita interna della materia: pensavo a degli gnomi al lavoro in un cantiere. Poi ho capito che era il rumore dei miei piedi che sbattevano contro il banco che trasferiva la vibrazione alle mie orecchie. La scoperta dell’effettiva origine di quei rumori ha dato alla sensazione un fascino particolare, invece che toglierglielo. Avevo davanti a me una serie di possibilità infinite, come se non avessi più bisogno di dio essere travolto dall’inspiegabilità dell’universo.” Un’epifania lacerante? Non esattamente, piuttosto solo il primo passo di una serie di intuizioni/fascinazioni che prosegue, per esempio, passando per delle normalissime gite in barca col padre, “con il suono strano e affascinante che faceva fare ai remi lasciandoli galleggiare e sfiorare il pelo dell’acqua. Mi diceva che quel suono era un suono di pace, ma quando provai a riprodurlo non ci riuscii. Poi ho capito che bisognava che il suono si creasse da sè: era il modo in cui si distribuiva nel tempo e la relazione fra l’azione umana e le forze della natura – la forza di gravità, la tensione superficiale dell’acqua… – a renderlo affascinante: l’intenzionalità dell’atto umano che si scioglieva nella natura”. Read the rest of this entry »