Nella Nebbia

Rivista mensile con uno sguardo trasversale sull’arte
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Pier Michelatti Il Vangelo secondo De André – di Laura Albergante

Pier Michelatti ha due occhi vispi, ridenti. Due occhi che devono aver visto, sognato e vissuto tanto. Il suo sguardo attira subito l’attenzione, e una dolce ironia si accompagna alla facilità di parola. Avvolto in un’aria morbidamente rilassata, racconta mille aneddoti riguardanti la sua carriera. Alle spalle di Fabrizio De André come bassista per ben diciott’anni, Pier si lascia andare ai ricordi di un’esperienza umana ancora prima che artistica. Diplomato al Conservatorio di Alessandria in Teoria e Solfeggio Musicale, ha collaborato con grandi artisti italiani come Celentano, Fiorella Mannoia, Vasco Rossi, Jannacci e Gaber. Read the rest of this entry »

Casino Royale …continua a seminare – di Laura Albergante

Sono poche le band in Italia che possono vantare un curriculum come quello dei Casino Royale. Il percorso ultraventennale del gruppo – nato nel 1987 a Milano – ha una spina dorsale solidissima nonostante i ripetuti cambi di formazione, che hanno reso instabile il destino di questa storica band. Read the rest of this entry »

La rabbia giovane. Nevermind, vent’ anni dopo – di Daniele Licata

Quando, nel Settembre 1991, uscì Nevermind, avevo quattro anni. Troppo pochi, com’è ovvio, per rendermi conto di quanto il secondo disco dei Nirvana fosse potente e rivoluzionario. Per realizzare che la scena rock stava cambiando irruentemente, senza mezzi termini. Il primo ricordo che ho di Kurt Cobain è un suo poster, appeso alla parete della camera da letto della mia vicina di casa (lei ai tempi era 16enne, e la fortuna di vivere davvero il Grunge ce l’ha avuta, cazzo). Ero molto colpito dal viso di quel ragazzo che mi guardava crocifisso al muro. Read the rest of this entry »

Shel Shapiro – Le nuove rockstar parlano in televisione – di Gianluca Mercadante

Canzoni che non si scordano, che hanno significato molto, relativamente all’epoca cui sono state contemporanee, e che, a stagioni, si ripropongono a un pubblico in grado di trasmetterle a sua volta, di generazione in generazione. Non si spiegherebbe altrimenti il successo di critica e di botteghino ottenuto da Shel Shapiro nella sua recente tournée teatrale, omonima all’altrettanto recente volume con dvd, scritto a quattro mani con Edmondo Berselli. Read the rest of this entry »

Vercelli in Wonderland (almeno per 4 giorni!) – foto di Laura Albergante – testo di Lilo Dell’Aprovitola

“Are you ready for a brand new beat?”, cantavano ormai anni fa il duca bianco e Sua Maestà (rispettivamente David Bowie e Mick Jagger) nella loro più nota collaborazione artistica. Read the rest of this entry »

Evacalls: risvegli rock – di Daniele Licata – foto di Edward Roncarolo

All’appuntamento con gli Evacalls mi presento con una spilla raffigurante David Bowie appuntata sulla t-shirt. Scelta di look non casuale: come il Duca Bianco, infatti, anche la giovane band vercellese ama flirtare coi generi, dal rock al pop all’ elettronica. Ascoltare, per credere, Forgive Me Lover, primo singolo ufficiale del gruppo, uscito in tutti i principali circuiti di diffusione digitale della musica lo scorso 6 giugno. Read the rest of this entry »

Intervista a Eugenio Finardi – di Lorenzo Ottino

FINARDI 176

Cercare di inquadrare un personaggio come Eugenio Finardi è quasi impossibile. Come si fa a definire in poche parole un artista così poliedrico, che nel corso della vita è passato, con incredibile umiltà e umanità, dal rock al cantautorato, attraversando classica, fado, reggae, spiritualismo, fino ad approdare, ormai “pensionato” come ama dire di sé stesso, al blues ed al teatro? Non resta che chiederlo a lui. Lo incontriamo quindi a Milano per parlare dello spettacolo che il 12 dicembre porterà a Vercelli.

Hai quasi 40 anni di carriera alle spalle, anni in cui musicalmente hai fatto praticamente di tutto. Come definiresti questa tua vita completamente dedicata alla musica?
Diciamo che il lavoro teatrale nasce proprio dall’esigenza di enfatizzare il ruolo della musica anche per superarla, per dare altrettanto peso alle parole. Questo nuovo spettacolo inizia con le parole di mia madre che dice “sono nato in uno strumento musicale” e da lì si parte per questa esistenza, dove la musica è una costante. Io non sono credente eppure sono una persona molto spirituale, e la mia spiritualità è fortemente legata alla musica. Il mio rapporto con essa è come il rapporto col sacro di un credente, qualcosa che sta al di sopra delle nostre esistenze, che ci trascende. Read the rest of this entry »

THE SOUND MUSEUM OF SILENCE – di Marco Cassisa

La dinamica di un segnale viene espressa in decibel, dal rapporto fra l’ampiezza massima e quella minima che quello stesso segnale assume lungo l’arco della sua durata.
Per fare esempi immediati di questa misura, una conversazione tra persone si situa normalmente intorno ai 60 dB, un aereo al decollo, percepito alla distanza di 50 metri, raggiunge i 125 Db, mentre il respiro umano, ascoltato accostandosi a 20 centimetri, si colloca per convenzione sui 20 dB.
Tutto quello che sta al di sotto di tale misura è normalmente definito silenzio. Read the rest of this entry »

YO YO MUNDI – “Abbiamo suonato con gli occhi chiusi e sognato con le orecchie aperte” – di Gianluca Mercadante

Se al suono del vento corrispondesse una nota, in questo disco certamente la trovereste. E sarebbe proprio quella nota lì, senza via di scampo. Così per il rumore dell’erba mentre cresce, o il profilo delle colline che s’infuoca al tramonto e investe lo spettatore con una visione che solo certa musica potrebbe interpretare con un minimo di aderenza al vero. Read the rest of this entry »