Nella Nebbia

Rivista mensile con uno sguardo trasversale sull’arte
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ROBERT CRUMB – la Genesi vista da un Maestro del Fumetto – di Gianluca Mercadante

La Bibbia è già di per sé un eccellente noir, un magnifico giallo, un thriller mozzafiato, una magistrale narrazione di eventi epici, una storia d’amore infinita. Perché dunque non potrebbe anche diventare un ottimo fumetto d’autore? Quando ai testi, almeno teoricamente, c’è il Divino Creatore, e ai pennelli abbiamo nientepopodimenoche l’autore statunitense Robert Crumb – il papà di Fritz il gatto, per intenderci, nonché il terreno creatore dell’altrettanto indimenticabile Mister Natural. Beh… che l’occhio pretenda pure la sua parte. Certamente l’avrà. Read the rest of this entry »

SILVIA AVALLONE, La solitudine di crescere – testo di Gianluca Mercadante, foto di Luca Martinotti

Tenersi per mano. Guardarsi negli occhi. Giurare l’una all’altra che mai niente al mondo potrà separarle. Improvvisare sgraziati balletti nel bagno di casa, la finestra spalancata, perché tutti possano sbirciarvi – e non sono in pochi a permettersi di farlo, nell’agghiacciante agglomerato urbano di via Stalingrado. Abbracciarsi alla fine nude, ed eccitate, i corpi raccontati nei gesti, un incontrarsi di labbra che a malapena si sfiorano, di carezze che non osano, né vogliono, né possono oltrepassare quella soglia determinata dalle paure, dalla retro-cultura, dall’ambiente in cui si cresce. Dall’età. Read the rest of this entry »

Napoleone da queste parti – delitti e intrighi nella Biella dell’800 – di Eliana Frontini

Complici le incursioni natalizie nelle librerie, intraprese allo scopo di acquistare interessanti romanzi da regalare, m’è capitato tra le mani il bel testo “La festa di san Napoleone” di Diego Siragusa, edito per i tipi di Albatros nel 2010.
Sono infatti stata subito incuriosita dagli argomenti trattati e dalla presentazione di Giuseppe Pontiggia, che in copertina recita “E’ un romanzo storico scritto con insolita finezza stilistica e accuratezza di ricostruzione. Lo si legge con interesse e con piacere…” Read the rest of this entry »

ALESSANDRA MONTRUCCHIO – di Gianluca Mercadante

Un libro necessita di venire accolto nel tuo spazio mentale, è solo lì che prende davvero vita

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IL RICORDO ETERNATORE – di Emanuele Zimbardi

La riappropriazione di se stessi dopo le distruzioni della guerra in un’opera di Pavese

Anguilla, soprannome del protagonista dell’ultimo romanzo di Cesare Pavese, “La luna e i falò” (1950), afferma: “[…]questo paese, dove non sono nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l’ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non so se da ragazzo mi sbagliavo poi di molto.[…] Read the rest of this entry »

INCONTRO PASSEGGERO – Un viaggio a tutta fantasia seduti accanto a Gianni Rodari – di Alessandro Barbaglia

 

Succede solo nelle favole. O nella realtà quando si ammanta di favoloso. Fatto sta che succede, o almeno è successo; e a me per di più. Succede che in un luminoso pomeriggio di aprile sia incappato in un vecchio registratore Geloso, grosso come oggi non faremmo i forni a microonde. Quello con i tasti a fianco, grandi, rettangolari, uno rosso, uno giallo, uno nero e pure uno verde. Quello rosso serviva a registrare, quello verde ad ascoltare. Gli altri due nessuno lo sa. Read the rest of this entry »

ANDREA G. PINKETTS – “La scrittura ti appartiene per diritto di nascita. Sei destinato, predestinato, condannato a praticarla.” – di Gianluca Mercadante

Rumori di fondo. Bicchieri che sbattono sul bancone, o finiscono tintinnando nella lavastoviglie. Chiacchiere, inevitabili e non sempre piacevoli, strusciamenti contro altri corpi per approdare infine ad un tavolo appartato abbastanza.
Questo è il mondo di Andrea G. Pinketts, ben noto ai suoi moltissimi lettori, ma ancora più familiare a lui, che bazzica i posti, frequenta la melma umana che descrive nei suoi libri, spesso vissuti in prima persona dal suo alter-ego letterario Lazzaro Sant’Andrea.
Meglio averlo per amico, il buon Lazzaro. La sua capacità di ficcarsi in casini seri è tanto innata quanto istintiva, ma ha presente cosa sono i valori, Lazzaro, anche perché certe situazioni della vita i valori te li fanno apprezzare per forza. Perciò i pochi – ma buoni – amici del nostro, lo accompagnano in ogni storia, andando a creare un quadro d’insieme insolito e originale per il panorama noir italiano. Read the rest of this entry »

ELISABETTA SGARBI – di Gianluca Mercadante foto di Julien Hargreaves e Andrea Samaritani

Secondo capitolo della sua Trilogia Sacra, appare da Bompiani il nuovo film di Elisabetta Sgarbi, regista ospite a Vercelli nella scorsa edizione del Vam Fest.
“Non chiederci la parola”: questo il titolo di una delicata e potente rivisitazione del Sacro Monte di Varallo, attraversata da uno sguardo in grado di riplasmare la materia al fine di renderla qualcosa di vivo, qualcosa di carne e sangue, di dolore e lacrime, e senza interrompere o modificare il flusso di una storia antica, che continua a raccontarsi.
In un elegante cofanetto, il dvd si accompagna al testo di Giovanni Reale, “Il gran teatro del Sacro Monte di Varallo”, e insieme compongono l’opera definitiva che abbraccia storia, critica, immagini e interpretazione cinematografica di un patrimonio artistico unico nel suo genere, sorto per iniziativa del Beato Bernardino Caimi, che, di ritorno dalla Terra Santa alla fine del 1400, volle ricreare in piccolo i luoghi della Palestina. Al progetto, settant’anni dopo, si interessò anche S. Carlo Borromeo, che vi diede rinnovato impulso. Read the rest of this entry »

IL GIARDINO – di Savio Loquace

Un alto recinto di vetro, una muraglia trasparente e cilindrica eretta a protezione di un singolare fenomeno: un pupazzo di neve che non si scioglie mai. Come accade ai sogni dei due bambini che molti anni prima, “d’inverno, a grosse manate di neve, crearono lui, Inizio”.
Inizio è il nome del bizzarro protagonista di questa breve fiaba, nata a sorpresa dalla penna dello scrittore vercellese Gianluca Mercadante, collaboratore di questa rivista e autore di romanzi e racconti che con le fiabe hanno avuto finora assai poco da spartire. Claudia Barbera, giovanissima illustratrice novarese dallo stile spiccatamente ispirato al mondo dell’infanzia, ne offre una traduzione visiva dal sapore poetico, che aggiunge, e non toglie, respiro narrativo alle due distinte opere, oggi riunite in volume unico a edizione limitata.
“Il Giardino nel recinto di vetro” (pp. 30, € 12), brossurato e a colori, è una produzione indipendente a cura del centro ricreativo per bambini Birichino, aperto a Novara “dal febbraio 1999”, come si legge nelle note; per tanto, è possibile richiederlo solo via mail, all’indirizzo birichino99@hotmail.it .
Un libro da leggere e da guardare, con dentro una piccola storia che riguarda i sogni dei bambini e anche l’importanza di mantenerli in vita, quei bambini, perché dentro di noi possano sempre, e nonostante tutto, continuare (almeno) a sognare. Read the rest of this entry »

Alda Merini: fiore di poesia, fiori di follia – di Laura Albergante

“Sono nata il ventuno a primavera/ ma non sapevo che nascere folle, / aprire le zolle/ potesse scatenare tempesta”.

E tempesta fu, sicuramente. In questa famosa poesia di Alda Merini c’è tutta la sua vita, la disperazione, il vitalismo, la pazzia. Sembra incredibile che la poetessa, precoce come Rimbaud, ma capace di conservare la lucidità sbalordita della sopravvissuta, ci abbia lasciati a poca distanza di tempo da un’altra grande della nostra letteratura, Fernanda Pivano. Ma se i percorsi sono stati radicalmente diversi, è simile la passione, l’amore che le animava. Fernanda era una signora borghese, una donna innamorata dell’America vasta e rivoluzionaria degli amici beat, della controcultura, degli “ultimi”. Alda invece ha fatto parte degli “ultimi”, vivendo della propria ispirazione, covando la follia al punto da farne una musa dagli occhi di fuoco.
Alda era una reduce. Aveva affrontato la sua guerra nel manicomio, senza tempo né misure con cui confrontarsi. L’esistenza di una donna fragile, che aveva trovato nella tragica esperienza la forza di scegliere, nonostante tutto, la vita. Un “angelo dalle lenzuola pulite”, come diceva Anne Sexton, anche lei segnata dallo stesso trauma. Ma che, a differenza della Merini, finì per farsi sconfiggere dai demoni, andando incontro alla morte “nel suo vestito migliore”. Un destino condiviso da un’altra donna talentuosa, Syvia Plath, che con La campana di vetro aveva squarciato di prepotenza il velo sulla malattia mentale. Read the rest of this entry »